Certificazione del sistema di gestione emissioni in accordo al Protocollo di Kyoto – Emissions Trading Scheme
In rispetto ai parametri stabiliti dal Protocollo di Kyoto il 13.10.2003 è stata emanata la Direttiva comunitaria 2003/87/CE, che istituisce lo scambio di quote d’emissioni di gas ad effetto serra (GHG) nella Comunità Europea.Tale sistema di scambio ha creato un mercato delle emissioni, denominato Emissions Trading Scheme (EU-ETS), che prevede la definizione di un tetto massimo di emissioni totali per i partecipanti, mediante l’allocazione di quote di emissione in uno specifico periodo di tempo.
I partecipanti ogni anno devono restituire un numero di quote ricevute pari all’ammontare annuale delle emissioni prodotte e verificate: il deficit di quote può essere coperto con quote acquistate sul mercato altrimenti è oggetto di sanzioni, il surplus invece può essere venduto o trattenuto come credito per gli anni successivi.
La definizione delle quote è di competenza del Ministero dell’Ambiente e della tutela del territorio www.minambiente.it , mediante la stesura del Piano Nazionale di Allocazione.
- L’allegato I della direttiva individua i settori coinvolti nell’EU-ETS:
- Attività energetiche: impianti di combustione con una potenza calorifica di combustione di oltre 20 MW (esclusi gli impianti per rifiuti pericolosi o urbani), raffinerie di petrolio e cokerie
- Produzione e trasformazione dei metalli ferrosi: impianti di arrostimento o sinterizzazione di minerali metallici, impianti di produzione di ghisa o acciaio
- Industria dei prodotti minerali: impianti destinati alla produzione di cemento o calce, impianti per la fabbricazione del vetro, impianti per la produzione di prodotti ceramici
- Altre attivit: impianti industriali destinati alla produzione di pasta di carta, carta e cartoni
L’emissione il 27 Ottobre 2004 della Direttiva 2004/101/CE, più comunemente nota come “direttiva Linking”, ha consentito ai soggetti coinvolti nell’ETS di utilizzare le riduzioni generate da progetti Clean Development Mechanism (CDM) e Joint Implementation (JI), convertendo pertanto crediti di emissione in quote di emissione.
Sulla base dei presupposti del protocollo di Kyoto (allegato A) la Direttiva estenderà progressivamente il proprio ambito di applicazione anche ad altri settori, quali ad esempio il settore chimico e trasporti.
Gli adempimenti della Direttiva consistono in:- calcolo e misura delle emissioni di anidride carbonica (CO2);
- stima delle emissioni future
- identificazione e valutazione di potenziali progetti di riduzione
- valutazione delle alternative disponibili sul mercato.
Per ogni impianto inoltre occorre:- richiesta di autorizzazione alle emissioni di CO2 (descrizione dell’impianto, delle fonti di emissione e delle misure per il monitoraggio e la notifica delle emissioni secondo quanto prescritto dalle Linee Guida della Direttiva (decisione della comunità europea 2004/156/CE)
- ricevimento dell’Autorizzazione (validità quinquennale) dall’Autorità Competente
- ricevimento di quote di emissione CO2, sulla base Piano Nazionale di Allocazione, valide per il periodo di tempo 2005-2007 e 2008-2012
- richiesta ad un ente terzo indipendente della verifica del totale annuo delle emissioni (entro il 31 marzo dell’anno successivo alla loro produzione)
- restituzione delle quote in numero corrispondente alle emissioni effettive generate nell’anno decorso (entro 30 aprile dell’anno successivo alla loro produzione)
- Obiettivi e Vantaggi
Inizialmente permette all’azienda di avere una visione completa ed esaustiva delle varie problematiche:- L'evoluzione della normativa
- I contenuti della Direttiva comunitaria e il piano nazionale di assegnazione delle quote di emissione
- Aspetti legati alla gestione delle attività
Successivamente, in fase di analisi iniziale delle emissioni, permette all’azienda di:- Conoscere la sua posizione in merito alle disposizioni della Direttiva
Al termine di questa fase analitica, permette di poter contare su:- Uno strumento/documento in base al quale poter decidere come procedere (ammodernamento degli impianti piuttosto che acquisto di quote)
- Conseguimento della certificazione del sistema di gestione delle emissioni
- Come opera TÜV Italia
TÜV Italia svolge attività di ente terzo indipendente per la verifica annuale delle emissioni di CO2. - Procedure di certificazione
L’attività di verifica delle emissioni di gas ad effetto serra (GHG) si articola nei seguenti passaggi: - Analisi di sistema
- Familiarizzare con le attività di un impianto, come ad esempio le sorgenti di emissione, i principi ed il posizionamento dei mezzi di misura usati per monitorare i dati di produzione (emissioni), le fonti e le applicazioni dei fattori di emissione e ossidazione e le condizioni in opera della produzione
- Familiarizzare con il sistema di gestione dati del gestore degli impianti e con la sua struttura organizzativa, con particolare riferimento alla metodologia di comunicazione e monitoraggio adottata.
- Familiarizzare con le procedure di garanzia e controllo qualità applicate nel contesto di monitoraggio e comunicazione delle emissioni di CO2
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Analisi dei rischi
E’ una verifica iniziale da eseguirsi preliminarmente alla fase di verifica annuale delle emissioni, orientativamente fra settembre e dicembre di ogni anno, che consente all’azienda di ottimizzare al meglio le sue attività e si articola su:- Verifica che i dati siano privi di errori tali da pregiudicare l’esattezza dei valori di emissione
- Definizione di livelli accettabili di esattezza in riferimento alle tipologie e complessità delle attività di produzione e alle sostanziali fonti di emissione
- Definizione di un piano di verifica basato sui risultati delle precedenti fasi.
Il piano definisce le metodologie e i luoghi di verifica
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Analisi di processo
Anch’essa è una verifica da eseguirsi preliminarmente alla fase di verifica annuale delle emissioni, orientativamente fra settembre e dicembre di ogni anno, che consente all’azienda di ottimizzare al meglio le sue attività e si articola in una:- Verifica della congruità tra le procedure di controllo e la metodologia di monitoraggio
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Verifica annuale delle emissioni e certificazione del rapporto di emissione
Consiste nella:- Verifica del quantitativo di quote di emissione, rapportato al valore di quote rilasciate all’impianto nel piano nazionale di allocazione
- Controllo della completezza e della corretta stesura del rapporto di monitoraggio
- Presentazione al cliente del rapporto di verifica
- Verifica dell’effettiva emissione di GHG nel periodo di riferimento dell’anno di reporting
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Validità della certificazione del rapporto di emissioni
Annuale. L’organizzazione sottopone ogni anno a TÜV Italia il proprio rapporto delle emissioni in conformità ai requisiti della direttiva e TÜV Italia, dopo aver verificato la validità del sistema di gestione emissioni, emette il rapporto di certificazione del rapporto annuale delle emissioni.
La verifica annuale delle emissioni deve essere eseguita entro il 1° marzo di ogni anno, permettendo al cliente di inviare rapporto di emissione certificato all’autorità competente entro il 31 marzo di ogni anno.


